La cultura della cura come percorso di Pace
Gennaio 2021
Il Messaggio di Papa Francesco per la 54° Giornata mondiale della Pace, celebrata il 1° gennaio 2021, ha per titolo “La cultura della cura come percorso di Pace”. Parole con una importanza particolare che ci invitano a fare qualche importante riflessione.
Cultura ci ricorda, fin dalla sua origine con Paolo VI , 54 anni fa, che fare la pace richiama sempre la cultura, l’educazione: è impensabile parlare di pace senza far riferimento ad un processo educativo. L’uomo desidera stare con gli altri ma fatica a farlo e per questo è necessario educarsi, acculturarsi. Quest’anno il Messaggio è particolarmente attento a questo: “la promozione della cultura della cura richiede un processo educativo che si sviluppa in vari ambiti:
- L’educazione alla cura nasce nella famiglia dove s’impara a vivere in relazione e nel rispetto reciproco.
- la scuola e l’università, e i soggetti della comunicazione sociale sono chiamati a veicolare un sistema di valori fondato sul riconoscimento della dignità di ogni persona, di ogni comunità linguistica, etnica e religiosa, di ogni popolo e dei diritti fondamentali che ne derivano. L’educazione costituisce uno dei pilastri di società più giuste e solidali.
- le religioni in generale, e i leader religiosi in particolare, possono svolgere un ruolo insostituibile nel trasmettere ai fedeli e alla società i valori della solidarietà, del rispetto delle differenze, dell’accoglienza e della cura dei fratelli più fragili.
- Coloro che sono impegnati in missioni educative al servizio delle popolazioni, nelle organizzazioni internazionali, governative e non governative, affinché si possa giungere al traguardo di un’educazione più aperta ed inclusiva, capace di ascolto paziente, di dialogo costruttivo e di mutua comprensione.”
Cura è il termine caratterizzante quest’anno il Messaggio del Papa e non poteva essere diversamente, viste le particolarità che tutto il mondo sta attraversando: curare e curarsi. Mai come ora si concretizza questo concetto che curare gli altri, quelli che stanno male (ora per il Covid ma vale per ogni malattia, morale e fisica), automaticamente si trasforma in curare se stesso. Se non ti curi degli altri, non salvi neanche te stesso, sia come persona sia come nazione. Ecco le parole del Papa:
* La cura come promozione della dignità e dei diritti della persona perché ogni persona umana è un fine in sé stessa ed è creata per vivere insieme nella famiglia, nella comunità, nella società, dove tutti i membri sono uguali in dignità.
* La cura del bene comune: siamo sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, perché nessuno si salva da solo e nessuno Stato nazionale isolato può assicurare il bene comune della propria popolazione.
* La cura mediante la solidarietà che ci aiuta a vedere l’altro come nostro prossimo, compagno di strada, chiamato a partecipare, alla pari di noi, al banchetto della vita a cui tutti sono ugualmente invitati da Dio.
*Pace, giustizia e salvaguardia del creato sono tre questioni del tutto connesse, che non si potranno separare in modo da essere trattate singolarmente.
Percorso di Pace: la pace è sempre un percorso che si fa insieme con gli altri, così come la guerra; la pace da solo si raggiunge se ci sono le condizioni esterne favorevoli: è difficile essere in pace con se stessi in un mondo di violenza e di guerra. E questo è il minimo indispensabile perché la pace, che noi vogliamo, non è assenza di guerra è qualcosa di più profondo che coinvolge il nostro essere.
Il termine pace deriva da PAK, legare e/o unire e fa riferimento al patto stipulato dopo la guerra; sarebbe bello che a detto termine, aggiungessimo il concetto di Shalom o Salam mediorientale che ha uno spessore ben più profondo. Comprende l'armonia psico-fisica dell'uomo con se stesso, nei contatti con i suoi simili, con la natura e nel suo rapporto con Dio. Dice ancora il Papa: “Le cause di conflitto sono tante, ma il risultato è sempre lo stesso: distruzione e crisi umanitaria.
Dobbiamo fermarci e chiederci: come convertire il nostro cuore e cambiare la nostra mentalità per cercare veramente la pace nella solidarietà e nella fraternità?
Che decisione coraggiosa sarebbe quella di «costituire con i soldi che s’impiegano nelle armi e in altre spese militari un Fondo mondiale per poter eliminare definitivamente la fame e contribuire allo sviluppo dei Paesi più poveri»! “
In molte parti del mondo occorrono percorsi di pace che conducano a rimarginare le ferite; c’è un forte bisogno di artigiani di pace, disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia.
Grande è la pace, perché tutti i comandamenti sono scritti in essa
Pierangelo Torricelli, Consigliere Provinciale ACLI COMO
Recapiti ACLI Como
Via Brambilla 35, 22100 Como
Tel: 031 33 127 11
E-mail: como@acli.it
Orari
Lunedì - Venerdì
9.00 - 12.30 / 14.00 - 16.00
Si riceve su appuntamento